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"La vera droga è la crudeltà dell'uomo"

Anche nella nostra Rossano e nel territorio limitrofo l' uso quotidiano, fin dalle prime ore del giorno, di alcool o sostanze stupefacenti è diventata la moda del momento. Nella nostra quotidianità il consumo di alcool e droghe fra i giovani non è più paragonabile a quello degli anni libertini della contestazione, quando per la maggior parte dei giovani poteva rappresentare addirittura un momento di condivisione e di comunione. L'assunzione di alcool tra i giovani riveste più che altro il ruolo di un must privo di significato e di effimera panacea contro la noia opprimente che scandisce lo scorrere di ore sospese tra frustrazione e disillusione. Fra le ultime novità nella vasta gamma di scelta, rave party organizzati sui social network, riunioni private a base di superalcolici (binge drinking in termini tecnici) e la pratica dell’eyeballing, ovvero introdurre alcool nel corpo per mezzo dei bulbi oculari fatti aderire perfettamente con l’imboccatura della bottiglia affinché l’alcool arrivi più velocemente e direttamente al cervello.

Ma da cosa scaturisce questa continua e frenetica ricerca di stordimento e di alienazione? Poche righe sopra si è definita questa “moda dello sballo” come un rimedio alla noia; un'analisi più approfondita di sicuro consente di considerare l'alcool più che altro un rimedio a una vita condotta senza partecipazione, senza interessi e - nella maggior parte dei casi - senza affetti.

In effetti, i giovani che seguono questa tendenza troppo spesso sono lasciati a loro stessi da genitori con i quali intrattengono rapporti freddi, vengono istruiti da insegnanti ancor più distanti dei genitori e frequentano amici solo per sfuggire dall’isolamento. A tutto ci si aggiungono l’indifferenza e l’indignazione, di facciata e fini a sé stesse, con le quali la società adulta e educante troppo spesso archivia la questione, giudicandola insulsa espressione di una “gioventù bruciata”. Il pericolo, allora, è quello di ingenerare un circolo vizioso che finisce per stritolare i giovani mediante un alibi di rassegnazione e sfiducia.

* Il titolo ci è stato suggerito da una frase di Jim Morrison: “Mi chiamano drogato perché mi faccio le canne, ma non sanno invece che la vera droga è la crudeltà dell'uomo”.

Isidoro Gedeone e Agnese Rombolà, IIIA v.o. a.s. 2013/14