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“La scuola ha lo scopo di rendervi cittadini del mondo”

Intervista alla Dirigente Scolastica Adriana Grispo

Teresa Carolei & Marianna Pommella, V B


Con l’intenzione di effettuare un’intervista che potesse informare gli alunni del nostro Liceo, dati alcuni problemi riscontratiall'inizio dell’anno, ci siamo recate dalla nostra Dirigente scolastica, la Prof.ssa Adriana Grispo, la quale si è dimostrata molto disponibile e attenta nei nostri confronti. Infatti, dopo aver atteso per qualche minuto, la Dirigente ci ha fatto accomodare nel suo ufficio e siamo partite subito con le domande.

Per iniziare, volevamo chiederLe come si trova nella nostra scuola, in qualità di nuovo dirigente scolastico, e cosa ha notato arrivando a Rossano.
Venire per me a Rossano, in una scuola come questa e con una storia molto importante, è stato innanzitutto un grande onore, e anche un modo per tornare a casa. Io ho infatti insegnato a Rossano da docente, e sono stata alunna di un liceo classico. Per questo, reimmergermi in questa realtà è stata una grande e bella soddisfazione. La scuola - come già detto - ha una sua storia, autorevolissima, e impegna tutti ad operare per far sì che questa storia sia difesa e migliorata, con un duplice sguardo verso la tradizione e anche l’innovazione. L’offerta formativa della scuola prevede uno sguardo più aperto verso quelle che sono le nuove tecnologie della comunicazione e dell’informazione, un uso dei laboratori più strutturale e costante, e una didattica aperta e pertinente ai vostri bisogni formativi. L’ambiente scolastico è assolutamente sereno, nonostante gli alunni non siano pochi e i problemi non manchino, non ultimo quello dei trasporti, che comporta delle difficoltà nell’arrivare a scuola e che stiamo già risolvendo. Non dimentichiamo poi che il Liceo Classico è sede prestigiosissima di un Liceo Artistico, corso su cui noi puntiamo molto.

Ecco, proprio per quanto riguarda il Liceo Artistico, volevamo chiederLe come ha intenzione di ovviare alla mancanza di luoghi adatti per svolgere tutte le attività necessarie a questo corso di studi.
Questo è un problema serio. Un problema che non interessa solo il nostro istituto, ma anche molti altri. La scuola ha già al suo attivo importanti laboratori di settore, sia per quanto riguarda le nuove tecnologie sia per quanto riguarda il Liceo Artistico.

Cosa ha da dirci, invece, riguardo alla ristrutturazione della palestra? Gli alunni non avranno un luogo in cui svolgere attività fisica.
Come sapete è partita per opera della Provincia la ristrutturazione della palestra, un qualcosa che ci penalizza certo, perché non ne permette l’uso, ma non bisogna scoraggiarsi perché alla fine dei lavori avrete sicuramente un luogo più adatto allo svolgimento dell’attività fisica. Per compensare questa mancanza abbiamo deciso di dare inizio a progetti legati all’attività motoria, uno fra tutti quello di Orienteering, sport meraviglioso che mette in contatto con la natura.

La palestra però era anche il luogo in cui ci riunivamo per le assemblee d’Istituto..
Per quanto riguarda le assemblee il problema si è già posto, infatti avete avuto modo di farne una in vista delle elezioni per il rinnovo degli organi collegiali. Mi sono messa allora in contatto con alcuni dirigenti delle scuole della città ed ho avuto massima disponibilità da parte del Professor Occhiuto, vostro Dirigente fino all’anno scorso, che vorrei ringraziare perché vi ha dato modo di organizzare questa assemblea. La cosa non è semplice anche dal punto di vista gestionale, ma pur di assicurarvi questo diritto abbiamo pensato ad alcune soluzioni, incollaborazione con i docenti ed il personale.

Alcuni pensano che le misure da Lei adottate siano troppo restrittive. Come mai ha scelto di porre i collaboratori all'entrata del Liceo, o nei pressi delle scale di emergenza?
Bisogna vedere innanzitutto la chiave di lettura delle misure prese dal dirigente scolastico. L’avere predisposto un collaboratore scolastico all'ingresso della scuola risponde a due necessità. Innanzitutto la vigilanza ingresso-uscita, non solo degli alunni, cosa a cui siamo tenuti per legge. E’ un modo per tutelare l’istituto dall'ingresso di “estranei”, per offrire al cittadino una migliore accoglienza. Chi viene deve sapere dove deve o non deve andare; il collaboratore scolastico può garantire questo servizio, collaboratore dotato anche di un cartellino identificativo, per offrire la migliore trasparenza ed efficienza del servizio. Non sono misure restrittive, ma a tutela del servizio, dei ragazzi, e di chi entra. La stessa normativa ci chiede di farlo, oltre al nostro buon senso. Lungi da me l’essere “restrittiva”, più che altro molto attenta al rispetto delle regole, su questo non transigo.

E come mai ha deciso di far entrare gli alunni SOLO dall'ingresso principale, cosa che negli anni passati non accadeva?
Come già detto prima, è una questione di vigilanza e di sicurezza, non solo per voi alunni ma per tutto l’istituto. Inoltre, si ha anche un controllo sui vostri ritardi, sulle vostre uscite anticipate. Questo va nella direzione di stabilire quelle norme condivise all'interno di una comunità scolastica, che fanno sì che ci si educhi anche a questo aspetto della comunità.

Un’ ultima domanda, di carattere più generale. Cosa deve offrire, secondo Lei, la scuola a noi giovani?
La scuola che è comunità educante educa l’uomo, la donna, il cittadino; il rispetto delle norme e delle regole è quindi per me fondamentale e su quelle norme noi fondiamo il patto formativo con voi e le vostre famiglie, basato sulla lealtà, sul rispetto dei ruoli. Oggi la scuola ha lo scopo di rendervi “cittadini del mondo”.