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POLO LICEALE ROSSANO

DA PITAGORA A DE CHIRICO: “LA SCUOLA QUALE COMUNITÀ DI CARING”

Che cosa si intende per “vocazione”? Fuorviante potrebbe apparire tale domanda: - E, se aggiungessimo il lemma “talento”, ne discenderebbe un nuovo quesito: - Quale intentio operis? Cosa voglia comunicare la scrivente (docente di Filosofia e Storia) è presto detto: narrare un evento didattico, con la cura (e semplicità) di chi voglia  evidenziare come  la scuola in quanto istituzione, possa manifestarsi e  “rivelarsi” autenticamente quale  praesidium di civiltà.

Rossano, 3 Maggio 2017, Aula Magna del Polo Liceale (IIS LS – LC – LA), dalle ore 9:30, alle ore 11:30, una folla (numerosa!), metafisicamente intuibile in movimento, concitata, giammai statica, pluriforme nella gestualità, ma in armonia…… Ecco, le lieu, il luogo, e, di seguito, la presentazione di un Progetto educativo extracurriculare “Una scuola per tutti”. Presenti la Dirigente scolastica, dott.ssa A. Grispo, (gli allievi interessati, le famiglie degli stessi, i docenti, la referente prof.ssa Cristina Ammirato, la Dirigente G. Zumpano, la Prof.ssa V. Maida, coordinatrice del gruppo di allievi del Liceo Artistico, gli sponsor, nella suggestiva cornice dell’omaggio floreale del fiorista Novelli), il Vescovo, S. E.  G. Satriano, che, con mirabile sintesi e pathos, ha riempito l’aere mediante parole forti, incisive e soavi al tempo stesso, veicolanti l’ottimismo pedagogico della volontà: quasi un “inno alla gioia”, (tra gli astanti forse nessuno potrebbe dimenticare la metafora della barca a vela, del vento tagliente più di un coltello, per tutti coloro che abbiano” fame di vita”, di amore, solidarietà, infine un appello all’etica della corresponsabilità). Chi scrive testimonia il realizzarsi di un’esperienza educativa dedicata al bello (la realizzazione del Murale “Calabria: Arte, storia e tradizione”), all’arte, il miracolo di quel rapporto non sempre definito tra le varie discipline delle scienze educative, il nesso tra tradizione, eredità storica (la Scuola aperta al territorio, orientata alla risoluzione di problematiche sociali della cosiddetta Post-modernità liquida).

Trattasi di una rappresentazione pittorica, resa con la tecnica dei colori acrilici su cartongesso, che misura 300x240 cm; volontariamente sono state bandite norme ed ombre prospettiche, conferendo maggiore risalto al contenuto. L’incipit della narrazione figurativa va da Capo Colonna (ciò che rimane dell’antico tempio dorico di Hera Lacinia, nei pressi di Crotone, passando per Rossano “la Bizantina” (con l’Abbazia del Pathirion -  XII sec., nonché la chiesetta di S. Marco –X sec., il Codex Purpureus Rossanensis, prezioso Evangeliario in oro e argento su pergamena porpora, risalente al VI sec., unico bene calabrese inserito nel patrimonio UNESCO, e, di seguito, il Mare Ionio, il Cratere a calice di Sarpedonte, modellato in Attica attorno il 515-510 a.C., simbolo ed orgoglio della nostra grecità, il Castello Ducale di Corigliano, risalente all’XI sec., infine uno dei due maestosi e noti Bronzi di Riace (statua A), risalente al periodo severo – 460 a.C., identificata col guerriero Tideo, attribuita ad Agelada il giovane, maestro di Fidia. Il Murale reca seco anche immagini evidenzianti le tradizioni popolari (vedasi il “cestaio”, “lo zampognaro longobucchese”, “la pacchiana con il tipico vestito sangiovannese”). Seguono i genuini prodotti della nostra rigogliosa e feconda terra (quali ulivo, melograno, gli agrumi, la liquirizia…..). Il dipinto si completa mediante la riproposizione di un capolavoro dell’arte metafisica di De Chirico dal titolo “Il ventre dell’archeologo”. Quest’ultima citazione riprende l’iniziale disamina e riflessione: il cuore pulsante della lacerante ricerca delle nostre origini, l’identità da ricostruire, senza pregiudizio e apriorismi ideologici, né morali, ma inseguendo la verità postulata dalla conoscenza. – Quale migliore opportunità dell’arte? La stessa cultura è relativa ed arbitraria (ed in nessun caso potrebbe avere caratteri universali), ma la formazione e, soprattutto il sinallagma Insegnamento/apprendimento emergono e viaggiano in costante dialettica, secondo la necessità di educare le nuove generazioni ad una ineludibile volontà di autodeterminazione, nella pienezza della libertà e dell’inclusione. Il nostro Istituto investe ogni giorno sul ruolo fondamentale di tutti gli attori  coinvolti nei processi di differenziazione e nella crescita delle identità ed unitarietà (avendo codificato tale vocazione progettuale nell’anima del PTOF): la nostra Dirigente, con leadership visionaria e carismatica costruisce ed esercita una vision condivisa e comune, ologrammatica, secondo il paradigma di una governance che possa corrispondere alla promozione della realizzazione del cambiamento e, soprattutto, mediante gentilezza e cortesia, metodica capacità d’ascolto, sostenendo idee e valori che facciano della nostra comunità educante, un laboratorio permanente, per una Scuola dell’innovazione, della qualità, della sostenibilità. “La filosofia non è un tempio, ma un cantiere”, scrisse G.Canguilhem, intendendo che pensare equivale a costruire, attivando competenze: si ricordi, altresì, quanto Aristotele sosteneva nella parte della Poetica pervenutaci, chiarendo come l’arte non si riduca a puro gioco formale, ma nel bello risultino indisgiungibili l’apporto dei sensi, dell’intelletto, l’immediatezza, la riflessione, infine, ordine e misura (tàxis  e méghetos). Un  lavoro, quello del Murale (protrattosi per oltre due mesi anche nelle ore pomeridiane, senza che la referente Prof.ssa Ammirato facesse ricadere oneri aggiuntivi a carico della collettività, frutto di passione ed altruismo, realizzato da un gruppo di cinque alunni del Liceo Scientifico ed Artistico (A. Calarota, C. Laudonia, M. Pia Risuleo, A. Petrelli, C. Romano) …… la scoperta dell’amicizia e del sorriso, della parola, della saggezza della socialità…imparando le regole come un professionista (ed infrangendole “come un artista”, secondo le affermazioni di P. Picasso!) Si evidenzia l’edificazione e la contestualizzazione di conoscenze, trasformandole in “contesti di apprendimento collaborativo”, in un perdurante clima emotivo ricco di feedback affettivi, il team ha incarnato la classe comunità di caring, socializzando conoscenze, secondo logiche procedurali di mediazione e contaminazione sinergica, integrazione, interdipendenza e valorizzazione di stili, sistemi, valori, modelli. Generazione di Empowerment, pensiero divergente e potenziamento dell’attitudine alla riflessione metacognitiva, dunque, poiché gli allievi hanno ribadito quella risonanza emozionale positiva, significatività del contesto, senso di autoefficacia: approccio costruttivo e critico, perseguito dalla prof.ssa Cristina Ammirato, concedendo a tutti gli allievi un tempo di decostruzione e ricostruzione conoscitiva. Tale esperienza intercetta  soprattutto i bisogni educativi speciali dei discenti (BES), secondo la C.M. n.8 del 2013, e Direttiva Ministeriale 27 Dicembre 2012 – Indicazioni operative: pianificazione di un intervento inclusivo multilivello ed integrata, scegliendo con coraggio ed entusiasmo adattamenti procedurali, semplificazioni, mediatori didattici privilegiati, metodologie inclusive, secondo gli scenari delle Avanguardie educative 2.0. Educare al bello, quale lavoro esplorativo, costruttivo, meritocratico, competitivo! Tale finalità rimane pietra miliare del nostro credo pedagogico! Nell’opera “Critica del giudizio” I. Kant motiva quanto […..] “Il bello sia il simbolo del bene morale”, utilizzando il concetto di senso come rielaborato in chiave estetica. “Sensus communis aestheticus”: questo è ciò che conta, e deve restare con noi, per noi, assieme alla certezza che l’infinito, l’assoluto, la sfera noumenica sono fuori dalla portata della ragione umana. Un aneddoto: quando a M.Duchamp chiedevano di fornire una definizione di se stesso, era solito dire: - “Io mi definisco l’anti-artista, invece di artista, o meglio ancora, respintore. La mia attività consiste, semplicemente nel vivere” –

Prof.ssa Mariarosa  Madeo